01 / la materia
realizzazione
Tecnica
La composizione dell’opera si sviluppa su due pedane strutturali realizzate con una griglia portante in legno di abete, costituita da listelli di sezione 18 × 4 cm. Sopra la struttura lignea sono stati posati pannelli in multistrato fenolico, che costituiscono il piano tecnico dell’allestimento; su questi pannelli sono posizionati tappeti erbosi naturali, che creano una superficie continua che funge da base per la composizione arborea.
L’insieme delle due superfici genera una sequenza spaziale ascendente: il primo livello appare come un piano vegetale continuo, mentre il secondo introduce una dimensione più verticale e scenografica, accogliendo la composizione arborea e la scultura.
L’elemento centrale, “La cascata che sale”, è stato progettato da Mindshapes e Stefano Turconi sotto la cura di Totum 3D, azienda partner nella produzione dell’opera, che ne ha supervisionato il processo e l’ingegnerizzazione attraverso la tecnologia della stampa 3D.
La scelta della tecnologia produttiva è stata guidata dalla volontà di minimizzare l’impronta complessiva del processo, riducendo l’impiego di attrezzature esterne di lavorazione, i consumi energetici e l’utilizzo di materiale. La stampa 3D consente infatti di produrre direttamente geometrie complesse, ottimizzando l’uso della materia e integrando reticoli tridimensionali all’interno dell’opera, così da garantire resistenza strutturale e, al tempo stesso, contenere il peso complessivo. Materiali e processi sono selezionati anche in funzione delle prestazioni richieste dalle diverse componenti, assicurando un equilibrio tra efficienza, resistenza e qualità estetica.
Una volta completate la stampa e l’assemblaggio, la scultura è stata sottoposta a una finitura metallica, con l’applicazione di una cromatura riflettente. Questa scelta ha permesso alla superficie di dialogare con la luce, il lago e il paesaggio circostante, evocando l’acqua in una dimensione astratta e onirica.
02 / il pensiero
concept
Una dimensione onirica prende forma nel dialogo tra arte e botanica. È Mimesi del sogno: un’esperienza immersiva di ascensione verso una comprensione più profonda, in cui forme, colori e movimenti ampliano la percezione del reale.
Dal piano terreno allo stato onirico, le pedane diventano strumenti di elevazione. L’opera si manifesta come un percorso vivente e interattivo: salire significa plasmare una nuova visione.
L’installazione di linee sinuose, o shapes, evoca pattern naturali e tratti che connettono uomo e natura. Suggerisce simultaneamente discesa e ascesa: il sogno sembra scendere dall’alto in un dialogo di riflessi che apre un varco sottile tra il reale e il surreale.
L’opera crea le condizioni per smuovere l’immaginazione, instaurando un rapporto di scambio tra spettatore e ambiente, in cui terra e cielo vengono messi in comunicazione dalla cascata, ponte per accedere alla dimensione del sogno.
La prima pedana accoglie un prato abitato da specie tradizionalmente associate al mondo onirico, custodi di immaginazione, memoria e visione. La seconda conduce nel cuore del sogno: una vegetazione tropicale avvolgente e rigogliosa, ispirata agli universi sospesi di Henri Rousseau, dove la natura si fa racconto, apparizione e meraviglia.
Ciò che oggi appare remoto o esotico può diventare parte del paesaggio quotidiano, rivelando come i confini del possibile si stiano già spostando. In questa prospettiva, il sogno non è soltanto immaginazione, ma anticipazione: una lente attraverso cui osservare il cambiamento e la migrazione inevitabile delle specie arboree, portandoci a riflettere su come cambieranno gli equilibri e il nostro rapporto con essi.